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I nostri progetti...
FAVOLE IN FORMA SONATA
CONCERTO TEATRALE PER ATTORI E PIANISTA

Di e con: Pasquale Buonarota e Eleonora Mino
Interpretazione musicale: Diego Mingolla
Linguaggi prevalenti: teatro musicale

“Abbiamo scelto di raccontare una storia in “forma sonata”. La storia di Nannerl Mozart, bambina prodigio, eccellente musicista, e di suo fratello minore Amadè. Del loro rapporto, i loro viaggi, i loro giochi musicali. Di come a Nannerl fu proibito di comporre musica, in quanto donna..
E abbiamo scelto di raccontare tutto questo ascoltando, seguendo e analizzando una sonata di Mozart…Ci apprestiamo così ad eseguire un “concerto teatrale”, in cui la musica aiuterà a raccontare la storia e la storia aiuterà ad ascoltare la musica”. (P. Buonarota)

La forma sonata è un incontro tra due diverse idee, due “temi”, ognuna con caratteristiche proprie e diverse, se non addirittura contrastanti. Nella prima parte, detta esposizione, i due temi sono presentati come i protagonisti della storia che verrà da quel momento narrata.
Nella seconda parte, chiamata sviluppo, avviene l’incontro (ma anche lo scontro) tra i due “personaggi”.
I due temi vengono in contatto, si intrecciano tra loro, si avvicinano, combattono, dialogano  e concludono la loro esperienza nella “ripresa”, che vedrà uno dei due protagonisti presentarsi al pubblico sotto una nuova veste, proprio come se l’esperienza e il contatto con l’altro l’avesse  trasformato, cambiato, rinnovato.

“Questa storia, in parallelo alla musica di Mozart, ci ha permesso di raccontare l’importanza dell’essere in due, due fratelli, uguali in tutto, tranne sul fatto che uno è un figlio maschio e l’altra no. Di raccontare del valore del viaggio come occasione di scambio, di conoscenza, di crescita e di come questo sia stato per le donne essenzialmente il viaggio di nozze, un viaggio che le conduceva da una casa, quella del padre, ad un’altra, quella del marito. Dell’essere due persone unite dalla stessa passione e dallo steso talento, ma divise da un piccolo particolare: la differenza che c’era, e che ancora purtroppo c’è, tra essere un talento donna e essere un talento uomo.”

Ssssssss…Aspettavo di sentire Amadé addormentato..
allora  mi alzavo dal letto con la copertina sulle spalle, sssss….silenzio…..
giravo la maniglia della porta e raggiungevo a piedi nudi la sala degli strumenti…
accendevo una candela… e mi mettevo scrivere musica.
 Componevo; mi divertivo ad inventare la mia musica…
Non potevo suonare, perché avrei svegliato tutti,
ma mi bastava sfiorare la tastiera, senza affondare le dita.
Poi scarabocchiavo un foglio con le note…
Era bello riempire quei fogli di note, scriverle in maniera elegante, soffiare sull'inchiostro, tamponare la pagina prima di ripiegarla,  per poterla nascondere nella mia tasca segreta.
Il mio segreto.
Avevo cucito una busta chiusa con lunghi lacci, che portavo legata attorno alla vita, nascosta tra le sottogonne:  così la mia musica non mi abbandonava mai….
D’altronde avevo saputo che anche la sorella del principe elettore di Baviera
si dilettava a scrivere musica e opere in stile italiano …
e io, che ero regina del regno di schiena, non potevo essere almeno come lei?

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